Ha superato il confine con i soldi guadagnati. Quasi non le bastavano, ma ha trovato il modo di arrotondare. E non appena ha letto il cartello del confine ha capito di aver preso la decisione giusta. Di essere andata nella giusta direzione. Come un flash, una parola si è affacciata alla mente e ha subito cercato un mezzo per raggiungere la meta: Philly.
Di soppiatto si è infilata in un treno merci che si è fermato in uno stato vicino. E lei ha dovuto aspettare, cercare di sopravvivere, racimolare qualche soldo prima di trovare un mezzo alternativo per raggiungere la città che potrebbe contenere le risposte che cerca.
Fare l'autostop è stato più facile di quanto si aspettasse, ma stare a ridosso dello sportello si rivela sempre più scomodo, così come scomode sono le attenzioni del camionista che l'ha caricata.
- Allora? Da dove vieni, sweetie?
- Sud.
- Texas?
Lei non risponde.
- No, eh? Sembri più tipo da Louisiana... o Mississippi. O sei del New Mexico? Ce ne sono di problemi da quelle parti! Anche io me la sarei svignata!
Ridacchia tra sé e sé, poi si allunga verso di lei. Istintivamente Ariela si tira indietro, quasi raggomitolandosi contro la portiera, ma non basta ad evitare la carezza "accidentale" che l'uomo le fa mentre va ad aprire uno sportello. Ne tira fuori un sacchetto con delle noccioline e le sorride viscido mentre una pistola fa capolino da dietro un panno di camoscio.
- Ne vuoi? Serviti!
Esclama lasciando il sacchettino accanto a lei dopo aver preso una manciata di arachidi.
- Ce l'hai almeno un nome?
E nonostante la poca confidenza e la diffidenza innata, la fame la spinge a infilare la mano nel sacchetto per prendere qualche nocciolina.
- Mi chiamavano Ariela.
- Ariela? Sei messicana?
La squadra con attenzione, divorando quel che può con gli occhi lievemente iniettati di sangue.
- Beh, non si direbbe proprio, sweetie!
Esclama ridendosela.
- E che ci vieni a fare a Philadelphia? Vai a trovare il tuo ragazzo?
- No. Non ce l'ho il ragazzo.
Piccata, come se la sola idea fosse un'idiozia. E l'uomo ghigna.
- Ah, ho capito! Sei una di quelle a cui piace divertirsi senza impegno.
Afferma con un luccichio pericoloso negli occhi. Quel luccichio che già le è costato troppo e che le è bastato vedere una sola volta per riconoscerlo.
- Voglio scendere.
- Come?
- Fermati e fammi scendere.
- Su, su, non prendertela! Stavo solo scherzando! E poi siamo quasi arrivati! Vedi?
E in effetti stanno superando il cartello di benvenuto. Lei si irrigidisce e allo stesso tempo i suoi occhi si sgranano cercando di canalizzare quanti più dettagli possibili della città. Tenta di stimolare la memoria, di capire se è davvero nel posto giusto. E' talmente presa da quella ricerca che non si accorge che il camion si è fermato fin quando non sente un paio di dita scivolarle lungo la coscia.
- Sai, sei davvero carina... con quell'espressione da bambina eccitata...
La mano si spinge oltre, si apre e le dita si insinuano nell'interno coscia prima di afferrarla con decisione. L'uomo si avvicina costringendola ancora di più contro lo sportello e a lei pare di vivere un dejà-vu.
- Sei eccitante, sweetie...
Il calore aumenta improvvisamente e i vetri si appannano mentre il suo corpo inizia a fumare. L'uomo si ritrae di scatto, gli occhi quasi fuori dalle orbite mentre punta lo sguardo nel suo.
- non. Ti azzardare. A toccarmi.
- S... sei... una super... non... non sei umana...
- No. E adesso portami in città o giuro che do fuoco a tutta la fottuta baracca.
- Va bene, va bene... Sta' calma, sweetie.
- E smettila di chiamarmi sweetie!
- E... E come vuoi che ti chiami?
Ma non ha una risposta da dargli. Si chiude di nuovo nel silenzio mentre l'uomo terrorizzato riprende la marcia. La lascia in un vicolo della parte nord, ed è chiaramente sollevato quando lei scende dal camion. Non si salutano, lei si limita a sbattere la portiera con forza quello sportello e poi guardarsi intorno mentre il motore aumenta i giri e alza un polverone portandosi via la sgradevole presenza dell'uomo sfilandole di fianco.
E a lei non resta che cercare un posto che le sia familiare. O qualcosa che finalmente le gridi chiaro il suo nome: Bryanna.
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.