Magnus è arrivato e la sua armata fa più paura di quanto avesse preventivato.
I suoi luogotenenti e la sua fanteria hanno subito dato del filo da torcere a tutti quanti, per non parlare del terrore scaturito dalle loro tremende retate. Spingono i superumani a uscire allo scoperto, li neutralizzano e li portano via a branchi, neanche fossero pecore di un gregge da riunire in un unico futuristico ovile spaziale.
Gli umani invece vengono semplicemente trucidati. Per questo ha preso sua figlia, i suoi genitori e suo fratello e li ha portati con sé, rinchiudendoli in quel nascondiglio segreto che ha risistemato lei stessa. I viveri scarseggiano e gli scontri sono all'ordine del giorno. La paura brulica per le strade sempre più macchiate di sangue, ma lei non riesce a starsene buona. Deve vedere, sapere, combattere.
E soprattutto deve proteggere la sua famiglia, la sua casa, il suo pianeta. Indossa di nuovo la sua tuta al completo, si assicura il casco e fa per uscire.
- Bryanna, ti prego. Non c'è bisogno che tu vada... resta!
Sua madre è in lacrime, disperata, stanca, provata. Anche suo padre ha i segni della paura intorno agli occhi, mentre suo fratello pare sul punto di esplodere da un momento all'altro.
- No. Non resterò qui ad aspettare che ci trovino. Posso proteggervi. Sai che posso farlo.
- Io... lo so che puoi... ma non devi... questa volta non devi.
- E' troppo pericoloso, Bryanna.
I suoi occhi incrociano quelli del padre, ma prima che possa aprire bocca anche suo fratello salta in piedi.
- Vengo anche io con te. Posso aiutarti a...
- No!
- Perché? Perché non mi lasci mai fare niente?! Ho quasi sedici anni! Ti posso aiutare!
Dyana si agita in braccio alla nonna, singhiozza spaventata da quelle urla e Bryanna scatta verso il fratello afferrandolo per le spalle.
- Lo so. So che puoi farlo. Ma poi chi resterebbe a proteggere mamma e papà, eh?
La mascella di suo fratello quasi tocca terra per lo sbalordimento.
- Tu sei l'unico che può farlo se io non ci sono. Devi proteggerli. Proteggi loro e Dyana. Mi hai capito, Shane?
- S-sì...
- Giuramelo!
- Te lo giuro.
Si fissano negli occhi, quasi sapessero che potrebbe essere l'ultima volta che si vedono. E senza neanche rendersene conto si ritrova ad abbracciare quel ragazzino che sta crescendo fin troppo in fretta in una realtà che vorrebbe fosse solo un incubo da cui potersi risvegliare.
- Tieni d'occhio le telecamere. Se trovano la botola, uscite dall'armadio e chiudete la porta blindata dietro di voi. Seguite le fognature fino fuori città. Non tornate a casa per nessuna ragione. Chiaro?
- Chiaro.
Si annuiscono e lei si dirige nuovamente verso la scala.
- Bryanna...
Si volta verso i suoi genitori e sua madre si avvicina con la piccola Dyana dagli occhi lucidi ancora in braccio.
- Ti voglio bene.
- Anche io, ma'.
- Sta' attenta. Ti prego.
Lei annuisce e di nuovo si prepara alla scalata verso la superficie, ma prima di farlo sente qualcosa. Sente di dover fare qualche cosa prima che sia tardi. Così si volta, torna indietro e abbraccia forte sua madre. Poi fissa sua figlia e le calca un grosso bacio sulla guancia. Infine si volta verso suo padre.
- Torna da noi, Bryanna. Torna sana e salva.
La stringe forte e lei contraccambia.
- Tornerò.
Ma una strana sensazione le sussurra subdola nei recessi dell'animo che non riuscirà a mantenere la promessa.
Fuori dal nascondiglio il mondo è caos.
Lei cerca di evitarne il fulcro, di strisciare nei vicoli e passare inosservata come può nonostante il mascheramento. Attraversa South side, si fa largo tra le macerie delle auto e dei corpi freschi di un attacco da poco riuscito. Alieni e superumani giacciono vicini e nell'aria c'è l'odore della carne bruciata, della polvere da sparo e della morte. Un magone le blocca la gola, ma cerca di non farsi sopraffare dalla rabbia e dalla paura. Sgattaiola via, cercando di raggiungere quel posto che ha visto forse un paio di volte prima che Magnus decidesse di spuntare realmente e proclamarsi nuovo signore di quella parte di Universo.
Sguscia fino alla porta, cerca di forzarla, ma prima che possa riuscirci una mano le tappa la bocca e un'altra le immobilizza le braccia.
- Non dovresti essere qui...
Una voce familiare e i suoi muscoli tesi si rilassano appena.
- Mffmf... mfmfmfmmmf...
- Uh? Scusa, non ho afferrato.
Lei si divincola, tira una gomitata all'uomo e si libera della sua mano.
- Ho detto: ma va'. Per chi credi che sia venuta, razza di idiota?
Ma nei suoi occhi c'è più sollievo che rabbia mentre si volta a cercarne lo sguardo. Peccato che lui non possa notarlo a causa della visiera scura.
Ma forse lo percepisce lo stesso. Forse c'è qualcosa di più che semplice chimica tra loro e un sorriso preoccupato e contento gli si dipinge in faccia prima che le braccia si muovano di nuovo per stringerla forte al petto.
- Hai ragione, sono un idiota. Ma sono anche felice di vederti e sapere che stai bene...
La accarezza e quel tocco come sempre la scioglie e al contempo fa aumentare quella temperatura già pericolosamente alta in lei.
- Anche io.
Confessa senza troppi problemi.
- Dov'è Lil' Dy? Sta bene?
Lui e la sua costante premura per sua figlia la fanno sciogliere ancora di più, ma la bocca si tende per il nervosismo e la preoccupazione.
- E' al sicuro. Nascosta con i miei. C'è mio fratello a badare a loro.
Rourke annuisce come se in effetti gli avesse dato una bella notizia, ma anche nei suoi occhi riverbera l'ansia per la difficile situazione in cui si sono ritrovati.
- Qui non è sicuro...
Lei si lancia un'occhiata alle spalle e forse per la prima volta un brivido di apprensione le corre distintamente lungo la spina dorsale.
- Da nessuna parte lo è.
I muscoli di entrambi si tendono, come se quella verità avesse toccato un nervo scoperto, poi Rourke la prende per mano e la trascina lontana dal bandone dell'officina. Vanno a caccia di un posto appartato tra i vicoli, come ratti che si nascondono dalle fiamme di una torcia e cercano di sfuggire alle trappole di esseri tanto più grandi e pericolosi di loro.
Per quelli che sembrano minuti infiniti, il caos e la guerra sembrano lontani mentre si concedono di riscoprirsi, di constatare che non ci siano nuove ferite da guarire, mentre cercano un po' di pace nei baci smorzati di chi ha paura di perdere tutto da un momento all'altro.
Sono le grida di alcune persone che li fanno precipitare nuovamente nel mondo reale e nella tragica pellicola di cui sono protagonisti. Urla di donne, di uomini, di giovani e perfino di un bambino. E forse proprio a causa di quest'ultimo lei si precipita a sbirciare da oltre quel vicolo striminzito in cui si sono infrattati. Rourke la trattiene per un braccio, cercando di impedirle di fare qualcosa di avventato, ma prima che possa sbottargli in faccia le fa cenno di non far rumore, passandole davanti e andando in avanscoperta per primo. Si affaccia, cerca di capire cosa stia succedendo e la sua espressione è il riflesso della gravità della situazione.
Lei non se lo fa ripetere due volte e si sporge a sua volta a voler osservare coi propri occhi, restando per diversi istanti paralizzata: una famiglia al completo, padre, madre, quattro figli e perfino una persona più anziana, è stata scovata e trascinata in strada dai soldati di Magnus. Vogliono chiaramente scoprire se alcuni membri di quel gruppetto possiedono dei poteri e non perdono tempo nello strappare dalla braccia materne il più piccolo di casa. E' quella brutale visione, unita alle urla disperate della madre che viene ferocemente messa a tacere da un colpo a bruciapelo delle loro armi aliene che scatena la furia di Bryanna.
Il fuoco si propaga rapido nelle vene, investendo il suo corpo di fiamme vivide che rischiano di bruciare perfino Rourke accanto a lei.
- Bry, no!
Lui cerca di trattenerla, ma finisce solo con lo scottarsi mentre lei si slancia contro il nemico con un ringhio d'ira profonda. Cinque soldati alieni, tutti dotati di poteri, e lei vi si lancia contro senza battere ciglio, troppo ottenebrata dalla furia di quel sopruso per rendersi conto di essere in netto svantaggio. Ma il suo attacco vanta almeno l'effetto sorpresa. Come una meteora piombata dal cielo atterra fragorosamente il primo alieno che le capita a tiro, stendendolo con una fiammata spaventosa. Tutti gli occhi allora si puntano su di lei, perfino quelli delle persone che cerca di salvare, ma non ha il tempo di rendersi conto che sono terrorizzati dalla sua apparizione.
Due soldati la attaccano, cercando di tirarla giù dal cielo e lei è costretta a ricorrere al suo secondo potere per ripararsi da quelli sconosciuti degli alieni che attentano alla sua stabilità di volo. Ma un altro la afferra subdolamente al piede con quello che sembra un tentacolo elastico e l'incontro con l'asfalto è doloroso. Per un attimo le sue fiamme si affievoliscono, ma non abbastanza da permettere ai suoi nemici di metterle le mani addosso. Quello più vicino si becca un blast a bruciapelo che gli porta via parte del braccio, ma non è sufficiente a farlo desistere. Le urla delle vittime tornano a colmarle l'udito e ha appena il tempo di ruotare la visuale e incrociarne gli sguardi spaesati per capire che probabilmente sono tutti umani e verranno uccisi senza pietà.
Gli occhi nascosti dalla visiera tornano sul nemico e in particolare su quel pargolo che strepita dimenandosi in braccio a uno degli alieni. Con un ennesimo ringhio forzato la Flamer si rotola per terra evitando di venire schiacciata da un grosso piede deforme che mira al suo petto e con un colpo preciso e ravvicinato raggiunge il ginocchio di colui che ha strappato il figlio dalle braccia della madre. Quello crolla miseramente e lei fa appena in tempo a recuperare il bambino che un dolore lancinante le perfora la coscia sinistra. Cerca di trattenere un grido di dolore, ma riesce solo a trasformarlo in un ringhio sofferente da bestia ferita.
- Bry!
La voce è di Rourke, che spunta fuori dal nascondiglio con una mano fasciata e un sacchetto di bulloni che si rovescia su quella sana. Lei ansima cercando di non fargli capire quanto stia soffrendo e tra i lamenti riesce in qualche modo a urlargli qualcosa nel suo gergo biascicato.
- Portali... via!
Ma invece che darle ascolto lui carica uno di quegli oggettini metallici e dopo averle scoccato un'occhiata complice lo lancia in mezzo ai soldati di Magnus. L'esplosione la colpisce in pieno, ma la barriera energetica che erige in un millesimo di secondo protegge lei e il bambino terrorizzato che stringe al petto.
- Sam! Il mio Sam! No!
Le urla dei parenti sono strazianti, ma il fumo e i detriti sollevati dalla bomba energetica di Rourke le permettono di guadagnare terreno per raggiungerli. Zoppica vistosamente, un'evidente macchia di sangue che comincia ad allargarsi sulla tuta, ma in qualche modo riesce a rimettere il bambino tra le braccia del padre.
- Andatevene...
Quello la guarda stranito, come se fosse lei l'aliena, ma le grida degli invasori alle sue spalle non le danno il tempo di replicare a quell'occhiata.
- Subito!
Riesce a sbottare in faccia all'uomo prima di pararsi a difesa di quella famiglia che si raduna in fretta e furia e prende a scappare mentre Rourke le si fa vicino, stringendo ancora tra le mani quei piccoli oggetti apparentemente innocui.
- Ti avevo detto di portarli via.
- Vuoi litigare proprio adesso?
Gli lancia un'occhiata e si rende conto di quanto sia teso. Ma non hanno molto tempo per mettere su un piano. Devono improvvisare e la cosa la turba, per quanto non sia una maestra di tattiche strategiche.
Uno degli alieni si smaterializza per ricomparire alle loro spalle cercando di coglierli di sorpresa ma lei si libra immediatamente in volo usando al contempo il proprio scudo per difendersi da quell'attacco infame. Rourke invece schiva per un pelo il colpo che avrebbe dovuto centrarlo al petto, finendo a malapena scalfito al braccio. Senza attendere un attimo di più, Bryanna carica un blast e centra il collo dell'alieno che crolla a terra. Un attimo dopo la sua testa sembra sul punto di scoppiare.
Un fischio fastidioso le penetra le orecchie e sembra friggerle il cervello impedendole di continuare a volare. Piomba a terra tenendosi la testa tra le mani e solo in lontananza si rende conto che Rourke la sta chiamando. Stringe i denti per non lasciarsi sfuggire le urla che vorrebbe invece innalzare al cielo, e non troppo lontano da lei un secondo botto fa saltare in aria altri alieni. E' più o meno nello stesso istante che quella morsa feroce alle sue sinapsi la abbandona, lasciandola libera di ingoiare grosse boccate d'aria mentre si riprende. Giusto in tempo per vedere Rourke volare via schiantandosi contro il muro più vicino.
Con occhi sgranati lo osserva sputare sangue e la sua ira si rinfocola contro i due alieni rimasti in piedi che già lo minacciano con le loro armi futuristiche. Le fiamme riprendono vita sul suo corpo, il calore che si fa sempre più intenso fin quasi a rendere irrespirabile l'aria intorno a lei. Gli occhi brillano di quel violetto tendente quasi al rosso, più minacciosi che mai e in un lampo raggiunge Rourke, parandosi davanti a lui e rilasciando poi un'onda d'urto tale da scagliare ben lontani i nemici da dove si trova il mutante. Ma non si accontenta di questo. Senza attendere un attimo di più mira con entrambi i Wrist i due nemici e fa fuoco investendoli in pieno. I tessuti di cui quegli alieni sono fatti si carbonizzano all'istante e l'asfalto si tinge del loro sangue in schizzi astratti da pittore impressionista. Solo quando li vede a terra, esanimi, si permette di tornare coi piedi per terra, spegnendo le proprie fiamme per poi voltarsi verso l'uomo alle sue spalle.
Lui è ancora accasciato a terra, sul pettorale destro si sta allargando una macchia rossa ed è chiaro che respira a fatica. Zoppica fino a lui, poi la gamba ferita cede e si ritrova a camminare carponi fin quando non lo raggiunge.
- Abbiamo... fatto un bel botto... vero?
Le sorride con i denti macchiati di sangue e la gravità delle sue condizioni le risulta chiara fin da subito. E' pallido e muove con fatica il braccio destro, almeno quanto lei sente perdere forza alla gamba sinistra.
- Mi... mi dispiace...
Balbetta osservandolo, cercando con le mani di andare a scoprire la ferita per vedere quanto sia profonda. La osserva con il cuore che perde un colpo e subito dopo cerca di strappare una striscia di tessuto per premergliela con forza addosso.
- Anche a me... ma non per quello che pensi...
Lei si cruccia cercando di capire, apre la bocca per esporgli il suo dubbio ma un dolore perforante la prende alle spalle. La passa da parte a parte scavando un sottile tunnel nel suo sterno, per poi ritrarsi come se avesse una propria volontà. E forse in effetti ce l'ha: un tentacolo affilato come una lama si ritira velocemente dopo aver colpito così subdolamente e lei crolla con il fiato spezzato tra le braccia di Rourke che la fissa sgomento, ignaro di quanto accaduto.
- Bry... che hai? Cosa...
Solo dopo nota l'alieno che barcollante si è messo in ginocchio e sta smanettando su un qualche bracciale tecnologico per chiamare rinforzi. E allora è il suo turno di agire. Estrae un coltellino da lancio, caricandolo del suo distruttivo potere e dopo aver preso la mira lo scaglia contro l'alieno. Un attimo dopo, la testa dell'essere esplode in mille pezzi lasciando forse il messaggio a metà.
Bryanna singhiozza, cerca di recuperare tutto l'ossigeno che può mentre avverte quell'ineluttabile sensazione che va riempiendole i polmoni.
- Non ti agitare... va tutto bene... ci sono io... respira...
Ma anche Rourke non è messo meglio. Tossisce e sputa sangue quanto lei, e nei suoi occhi può leggere la pena che prova.
Lui se la sistema meglio in grembo, cullandola come se fosse una ragazzina e la sua presenza la conforta per quanto avverta quella spiacevole sensazione farsi sempre più pressante.
- Rourke...
- Sssh... va tutto bene... davvero...
- Rourke.
- Tra poco arriverà qualcuno e ti porteranno in ospedale... guarirai... e tornerai da Lil' Dy...
Lei alza lo sguardo per osservare la sua espressione e subito dopo porta le mani al casco. Grugnisce nello sforzo di toglierselo e geme per il dolore mentre il fiato le si spezza ancora di più, ma alla fine quella protezione adesso inutile rotola a terra.
- Cosa fai?
- Mf. Sta' zitto.
Nonostante il dolore e quella sensazione di avere ben poca aria da respirare lo agguanta per il colletto e si sporge, premendo di prepotenza le labbra sulle sue. Un bacio che sa di sangue, di speranze sgretolate e di un profondo bisogno. Un bacio che sa di addio.
- Te la caverai, Bry...
- Non prendermi... per il culo... non sono... una bambina...
Anche le parole fanno fatica ad uscirle di bocca e nonostante la frase appena pronunciata si accoccola ancora di più contro il petto ferito dell'uomo.
- Non ti prendo per il culo... tu ce la puoi fare... come hai sempre fatto...
Lei singhiozza cercando di recuperare altra aria e gli lancia un'occhiata intensa.
- Grazie...
- Non devi ringraziarmi...
- Sì invece... per tutto... tutto quanto...
Lo fissa sentendo la gola che va chiudendosi e buttando fuori un fiotto di sangue per cercare di liberarsi.
- Soprattutto... per... avermi fatto... credere... di nuovo...
- Credere?
Lui tossisce e lei annuisce.
- Credere... in che cosa?
Anche lui si sente stanco, ma ce la mette tutta per resistere, per restare con lei ancora un po'. Per godersi un attimo di pace in più con quella furia di donna tra le braccia.
- Ne... nelle favole...
Ci prova a sorridergli, ma non è facile. Le lacrime le pungono gli occhi, rendendole ancora più difficile parlare. Non ha la forza di trattenerle e le lascia scivolare sulle guance mentre con una mano accarezza il volto di lui.
- Mi piacciono le favole...
Afferma il mutante stringendola forte.
- Soprattutto... quando diventano vere...
E il sorriso di lei è dolceamaro, sinceramente toccato da quel sentimento che pare venir fuori solo adesso con chiarezza.
- Vuoi... che te ne racconto una?
Il nodo in fondo alla gola gli rende difficile sembrare leggero e allegro, ma in fondo c'è poco da essere allegri. Lei risponde con un piccolo cenno della testa e Rourke se la stringe forte al petto.
- Quando uscirai dall'ospedale... verrò a prenderti... e prenderemo Lil' Dy... ce ne andremo da qui... lontani... dove vogliamo noi... dove nessuno ci verrà a cercare... ricominceremo da capo... ma insieme... tutti e tre insieme... e ci sposeremo, se lo vuoi... e Lil' Dy potrà prendere il mio cognome... o anche no... lo deciderai tu... ma voglio stare con te... con voi... e fare tanti fratellini e sorelline per Lil' Dy... sì, tanti piccoli noi, così che non si senta sola... mai...
Il respiro di lei è sempre più flebile, il cuore rallenta i battiti e questo lo mette in agitazione. China la testa per incrociarne lo sguardo quasi completamente spento e le accarezza le guance rigate di lacrime.
- Mi vuoi sposare, Bry?
Lei pare colpita per una frazione di secondo, come se riacquistasse lucidità, poi rantola cercando di dire qualche cosa.
- Va... va bene... non importa se non vuoi...
Ma c'è ancora una scintilla di ribellione negli occhi della Flamer che cerca il suo sguardo nonostante sia ormai prossima a lasciarsi andare.
- Voglio...
- Mh?
- Lo... voglio...
E quelle due piccole parole per un attimo sembrano rendere quel pianeta sconquassato migliore. Rourke sorride, si china a baciarla di nuovo, come se questo potesse suggellare quella promessa, e così facendo reclama il suo ultimo respiro. Quando si stacca da lei, il petto di Bryanna si abbassa per l'ultima volta, il cuore si ferma e tutto quel calore di cui era padrona si placa cominciando a svanire come se non le fosse mai veramente appartenuto. La osserva, così pallida e inerme come non lo è mai stata, e sente un battito venire meno.
- Bry...
La chiama, ma non gli risponde. Non c'è bisogno di insistere e lo sa bene. Si limita a stringerla forte al petto, cullandola ancora, con le lacrime che ribollono negli occhi e sgorgano senza permesso ingolfandosi nella barba non più folta come quando si sono incrociati per caso su una panchina di Chinatown.
- Ci sposeremo... te lo prometto... faremo una... di quelle... stupide cerimonie... a Las Vegas... con Elvis come parroco... e tu... tu sarai bellissima... e io sarò... l'uomo più felice... di questo... cazzo di pianeta... perché... mi dirai di sì...
Continua a cullarla finché può, finché le forze glielo permettono.
- E... ti amerò... come meriti... come meritate tu... e Lil' Dy... ti amerò... fino alla fine... dei miei giorni...
E finalmente qualcuno arriva. Ma non chi avrebbe voluto arrivasse. Una navetta spaziale atterra a pochi metri da loro e un gruppo di una mezza dozzina di alieni ne scende venendogli incontro ad armi spianate.
Rourke li osserva con sguardo appannato, la vita che gli scivola lentamente via dalle dita. Li sente blaterare nella loro lingua e avvicinarsi sempre di più. E prende una decisione. La mano sana rimasta viene infilata in tasca e ne estrae un ultimo bullone. Lo stringe nel pugno caricandolo al massimo, poi stringe forte a sé il corpo di Bryanna.
- Andate... tutti... a farvi fottere...
Aspetta che siano abbastanza vicini, poi apre il palmo della mano e fa rotolare il bullone carico ai propri piedi.
Il boato è così fragoroso che riesce a soverchiare il dolore. Ha donato tutte le sue energie a quel piccolo pezzetto di metallo e tanto basta per decimare nuovamente le forze degli alieni presi di sorpresa. Finalmente, anche per lui c'è la pace dopo tanta guerra. Contro il sistema, contro il razzismo, contro la vita ingiusta. E infine anche contro un invasore di un'altra dimensione. Anche per lui c'è quella benedetta luce in fondo al tunnel, quella rassicurante che ti fa sperare nel meglio. E una voce che lo chiama, invitandolo a raggiungerla. Per sempre.
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Sono passate ore da quando sua sorella è uscita e ormai la notte è quasi finita. L'alba giungerà a breve e lui ha già capito che quella pessima sensazione non se ne andrà finché non farà di testa sua.
- Vado a cercarla.
- No! No, Shane!
- Bry lo farebbe per noi.
- Non posso perdere anche te! Non lo sopporterei!
Lui si avvicina, prende per le spalle sua madre e la fissa intensamente negli occhi.
- Non mi perderai, ma'. Vado solo a cercarla. Non mi metto nei casini, te lo prometto.
La donna tentenna ma ci pensa suo padre a prenderla tra le braccia e consolarla mentre a lui rivolge un'occhiata piena di preoccupazione.
Non c'è altro da dire. Solo un cenno del capo a volerli rassicurare, lanciando un'occhiata alla nipotina che dorme nell'unica piccola branda presente in quell'angusto nascondiglio, poi scala i pioli verso la superficie. Controlla che nessuno sia nei pressi, esce dal garage e si insinua tra i vicoli della South side. Li conosce fin troppo bene e cerca di intuire da che parte sia andata sua sorella.
Le grida riecheggiano sulle pareti, ma nonostante quel radicato senso di giustizia che Bryanna gli ha inculcato, si tiene alla larga dagli scontri. Evita di uscire allo scoperto e anche di soccorrere chicchessia. Non ha tempo per questo. Con la mascella contratta e quella sensazione di inevitabilità si ritrova ad aggirarsi nella zona industriale, in mezzo a garage disfatti, bandoni macchiati di spray o da bruciature di combattimenti. E' sfilando dentro un vicolo stretto che percepisce chiaramente il rumore di una di quelle navette aliene e pur deciso a tenersi alla larga dai guai si affaccia sulla scena per capire cosa stia accadendo.
Quel mezzo spaziale sta tuttavia lasciando il posto, librandosi per una manciata di secondi prima di schizzare via verso un cielo così buio che può solo preannunciare un'alba in germoglio. Cosa siano venuti a fare non se lo chiede neanche, anche se può immaginarselo. Su quella strada imbrattata da esplosioni, crepe e sangue non c'è niente e nessuno. Solo un paio di cassonetti ribaltati. E' ormai sul punto di voltarsi e tornare a infrattarsi nel vicolo quando un particolare attira la sua attenzione. Proprio accanto a quei cassonetti c'è qualcosa di rotondo e fiammeggiante e verso quell'oggetto dirige la sua attenzione. Riconoscerlo è questione di attimi. E' il casco di Bryanna, non può sbagliarsi.
Il cuore perde un colpo mentre incerto si avvicina a quella protezione abbandonata, chinandosi per recuperarla. Quasi forse si aspetta di trovarci il volto della sorella dentro, ma quel guscio fiammante è vuoto. Lo stringe con forza quasi volesse trarre dalle sue componenti cosa sia accaduto finché con la coda dell'occhio non nota quelle macchie estese di sangue, lì proprio vicino al muro e contro di esso.
Chiunque ne abbia perso così tanto non può essere sopravvissuto.
La mascella si stringe mentre accucciato a terra cerca di trattenere il maremoto interiore che vorrebbe riverberarsi in un'esplosione di potere. La stessa che vede essersi prodotta proprio lì, a pochi passi da dove quelle macchie di sangue sono ormai abbrustolite. Cerca di controllarsi, di respirare e di mantenere quell'energia concentrata dentro di sé. Un gracchiare incomprensibile lo distrae, elettronico e sconnesso, e gli occhi scuri si posano subito sul casco che sta ancora stringendo con forza. Lo fissa come se fosse un'arma di cui comprendere il potenziale, poi con un gesto rapido e istintivo infila la testa dentro quel guscio impenetrabile e regola la frequenza di trasmissione a una banda larga che possa raggiungere più dispositivi possibili.
- Pronto? C'è qualcuno all'ascolto? Sono Shane Davies. Non ho un nome in codice ma il Preside Scott mi conosce. Ho un messaggio per tutti quelli che ascoltano: non arrendiamoci. Mia sorella, Red Comet, non lo ha fatto. Fino all'ultimo, si è sempre battuta. Quindi io non lo farò. Non mi darò per vinto. Non permettiamo a questi stronzi alieni di portarci via tutto quello che abbiamo. Rispediamoli da dove cazzo sono venuti. Riprendiamoci il nostro cazzo di pianeta. Passo. E chiudo.
Sa che i più abili rintracceranno il segnale e forse qualcuno verrà anche a cercarlo. Forse perfino alcuni alieni erano in ascolto, ma non gli interessa. Torna a rifugiarsi dietro il vicolo e porta con sé quel casco, l'unica cosa che gli rimane di Bryanna. Resta in attesa fin quando il sole non supera l'orizzonte inondando quella strada vuota con i suoi raggi. Un nuovo giorno ha inizio e con il cuore pesante Shane si alza e torna verso il rifugio sicuro dove i genitori lo stanno aspettando.
Quando riappare, sua madre capisce fin troppo in fretta perché sia solo in compagnia di un casco familiare e perché abbia quell'espressione addosso. Si stringono, piangono tutti insieme e seppur nel vortice dell'angoscia cercano di fare più silenzio possibile, perché fuori da lì la Guerra è ancora in atto e non risparmia nessuno. E neanche Shane si risparmia. Promette di essere d'aiuto, di dare il suo contributo e scacciare l'invasore. In memoria di sua sorella. In memoria del suo coraggio.
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