[//Post narrativo]
L'ospedale non è decisamente il suo ambiente, ma la ragazza non sembra particolarmente provata dagli odori o dalle lamentele che si disperdono per i corridoi, non quanto per un pensiero fisso che le martella nelle tempie.
Marcia con quel suo fare deciso di chi ha preso posizione, ma nel suo sguardo c'è preoccupazione. Quando raggiunge la stanza, vi si precipita dentro spalancando l'uscio rumorosamente e teatralmente, apparendo sulla soglia come un angelo vendicatore. O forse come qualcuno di davvero molto molto poco incline alle belle parole.
Gli occhi dell'unico presente la inquadrano subito e un sorriso si stampa sulle labbra immature.
- Yo, sis'! Sei venuta!
Lei lo fissa, poi passa lo sguardo in giro e infine con piglio severo torna su di lui.
- Dove sono mamma e papà?
-In giro. O a casa. Non lo so. Vieni dai! Devo mostrarti...
-MACCHECCAZZOTIPASSAPERILCERVELLO, EH?!
La porta sbatte dietro di lei mentre si avvicina al letto.
-POTEVI MORIRE, CRISTOSANTO!
-Ehy, ehy, calma Brya...
-CALMAUNCAZZO! COME CAZZO TI VIENE IN MENTE DI FARE L'EROE?! PERCHE' TI SEI MESSO A COMBATTERE CON QUEI COSI, EH? DOVEVI SCAPPARE, STUPIDO IDIOTA!
-Papà era in pericolo! Quegli scorpioni ci sono piombati addosso all'improvviso e non abbiamo neanche avuto il tempo di pensare! L'ho visto cadere e ho pensato...
-COSA?! CHECAZZOHAIPENSATOTU? PERCHE' NON HAI CHIESTO AIUTO?!
-PERCHE' HO PENSATO A COME AVRESTI FATTO TU!
-MA TU NON SEI COME ME! NON PUOI FARE COME ME!!
-E INVECE SI!
Il ragazzino afferra l'iPod e lo stringe in mano. Sotto lo sguardo furioso della sorella maggiore, l'oggetto inizia a caricarsi di una luce sempre più intensa. Brilla come se fosse una lampadina e infine esplode.
-Ma che...
-Visto? Potevo farcela! Sono un mutante anche io!
Gli occhi della ragazza si spostano dall'iPod distrutto al volto raggiante del fratello. Per lui sembra essere la notizia più bella del mondo, ma lei invece sente il cuore sprofondare.
-Mamma e papà... lo sanno?
-Non ancora...
Lei annuisce come se comprendesse, poi si lascia cadere sulla sedia più vicina.
-Non dirglielo, Shane
-Cosa? Perché no?
-Non capirebbero... hai visto come mi guardavano, no?
-Sì. E ho anche visto mamma piangere quando ti sei rifiutata di parlarle. E papà divorato dai sensi di colpa... Non è più la stessa cosa senza di te a casa! Papà e mamma non ti odiano e non odieranno neanche me!
-Non è l'odio che mi preoccupa, Shane! L'odio lo posso prendere a calci quando voglio! Lo posso combattere! E' la compassione, dannazione! Essere guardata come se fossi sbagliata e non ci fosse niente da fare, tranne rassegnarsi! E' quello lo sguardo che avevano! E non lo sopporto!
Il ragazzino si zittisce e abbassa lo sguardo. -Io posso sopportarlo...- mormora quindi. -Non voglio mentire a mamma e papà. E poi lo scoprirebbero comunque! Mi hanno operato e quindi verrà fuori!
E' lui quello arrabbiato adesso e pare giudicarla dall'alto in basso. La ragazza strabuzza gli occhi adirata e scatta di nuovo in piedi.
-OKAY ALLORA! FA' COME TI PARE! E QUANDO TI PRENDERANNO DI NUOVO A CALCI NON VENIRE A PIANGERE DA ME!
-CI PUOI SCOMMETTERE CHE NON VERRO'!
-BENE!
-BENE!
Lei apre la porta e fa per andarsene, ma si trattiene sulla soglia per lanciare un'ultima occhiataccia al fratello minore.
-E vedi di registrarti se non vuoi che ti prenda a calci io stessa!
-Lo farò! Non c'è bisogno che me lo dici tu!
-Bene!
-Bene!
[*sbam*]
-Fanculo, stupido ragazzino...
Un borbottio, prima di lanciare un'occhiata di fuoco alle infermiere che hanno sentito tutto. Gira la schiena e scappa via, con la rabbia che se la mangia viva e le fiamme che rischiano di prendere vita da un momento all'altro.
Deve sfogarsi e conosce il posto perfetto.
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